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mercoledì 24 novembre 2010

Merate Online - Rovagnate: trivelle nel Parco del Curone. Ma sono per i pozzi geotermici dell'oasi di Galbusera

Merate Online - Rovagnate: trivelle nel Parco del Curone. Ma sono per i pozzi geotermici dell'oasi di Galbusera

Il complesso di Galbusera Bianca
"Le trivelle sono tornate!". Questo il primo pensiero di alcuni membri del Comitato "No al Pozzo" che nei giorni scorsi hanno visto transitare nell'area del parco della valle del Curone un camion che effettivamente trasportava il materiale per le trivellazioni e, allarmati, si sono rivolti al vicesindaco di Cernusco Giovanni Zardoni, molto attivo lo scorso anno nella lotta alle trivellazioni. Zardoni ha subito rassicurato i membri del Comitato che i nuovi scavi non hanno però nulla a che fare con la ricerca del petrolio, progetto contro il quale lo scorso anno si era mobilitato l'intero territorio andando a istituire anche un comitato per dire "No al pozzo". Le trivelle sono infatti entrate in funzione nell'area di Galbusera Bianca, presso quella che è stata definita "oasi di biodiversità" ovvero il borgo che diverrà "il centro e il cuore di un'azienda agricola biologica biodinamica che, quando sarà a regime, coltiverà 20 ettari, di cui 13 agricoli e 6,8 boschivi, specializzata in biodiversità di frutta, ortaggi, erbe officinali, fiori eduli e animali di bassa corte" così come indicato nel sito internet creato per illustrare il progetto.
L'energia necessaria alle esigenze del borgo verrà fornita sfruttando le potenzialità delle fonti alternative rinnovabili e, nello specifico, attraverso la creazione di pozzi geotermici che porteranno il calore necessario. Da qui si spiega l'arrivo nell'area protetta delle temute trivelle le quali perforeranno la zona prescelta in 21 punti scendendo fino a una profondità di 150 metri.
La produzione di energia geotermica si sta diffondendo sempre più. La criticità della stessa è legata al forte investimento necessario per la realizzazione delle trivellazioni ma una volta installato l'impianto, lo stesso produrrà per anni sia calore che raffrescamento praticamente a costo ed inquinamento zero, sfruttando la temperatura costante durante l'anno del sottosuolo, mediante l'utilizzo di pompe di calore.
"Si tratta di interventi preventivati da tempo" - ha spiegato Gaetano Besana, responsabile del progetto "oasi di biodiversità" - "Abbiamo ovviamente tutte le autorizzazioni necessarie". Quindi nessun petrolio ma un progetto geotermico di alta professionalità. Per visualizzare il progetto http://www.galbuserabianca.com/
La pronta allerta ha però dimostrato come sul territorio sia ancora alta l'attenzione verso la minaccia di future trivellazioni petrolifere e come i membri del Comitato vigilino il territorio del Parco.
A.M.
© www.merateonline.it - Il primo giornale della provincia di Lecco


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